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  • Ultimo fiume un dialogo inedito fra suono e verso

    Ultimo fiume un dialogo inedito fra suono e verso

    Spettacolo poetico – musicale

    Domenica 15 marzo / 17:30

    Bibliomedia della Svizzera italiana Via Lepori 9 _ Biasca

    Fabio Pusterla (poesie e voce)

    Leo Pusterla (composizione, arrangiamento e performance)

    Ultimo fiume – un dialogo inedito fra suono e verso è un progetto poetico-musicale nato dalla collaborazione tra il poeta Fabio Pusterla e il cantautore Leo Pusterla (in arte Terry Blue). Un progetto audio che si muove sul confine tra musica e narrazione, con l’obiettivo di creare un’esperienza immersiva: un viaggio tra suono e parola, dove il testo poetico si intreccia al paesaggio musicale in un gioco alchemico di tensioni, distensioni, rumori e silenzi. Le sonorità sperimentali di Leo Pusterla accompagneranno la lettura di alcuni testi della nuova raccolta di poesie del padre Fabio intitolata Fiumi nefrite vortici (edita da Marcos y Marcos, 2025). Si tratta, come affermato dal critico letterario Andrea Afribo, di un “Pusterla al suo meglio”, che ripercorre e sintetizza le tematiche e lo stile che contraddistinguono la sua opera. Il fiume con tutti i suoi addentellati semantici è elemento tematico-simbolico che torna spesso nell’opera del poeta e, come segnalato da Massimo Natali, in questo libro “diventerà protagonista e rileverà il suo portato di emblema e insieme di indice storico, di una storia di nuovo sull’orlo del precipizio, come davanti alle due guerre mondiali che hanno segnato il ventesimo secolo”. E proprio questo ultimo fiume si rivela al contempo sia viaggio letterario (si rimanda al Volga del romanzo Stalingrado di Vasilji Grossman) e metafora del rapporto con la storia e con la memoria, sia bilancio esistenziale nel quale l’io si osserva e osserva il proprio passato.

    I conti col passato? Forse è tardi. Ogni cosa,

    fatture, ferite, rimorsi,

    si è bruciata sulla riva dell’ultimo fiume

    davanti al guado dove finivano i sentieri.

    Ultimo fiume ultimo rogo

    e nelle fiamme saltellavano

    lapilli d’identità, volti amici e nemici.

    Perdonato il perdonabile, si viaggia leggeri.